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Sondrio |
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Sondrio (C.A.P. 23100) è il capoluogo della omonima provincia cui il comune appartiene.
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Sondrio conta 21.417 abitanti (Sondriesi) e ha una superficie di 20,4 chilometri quadrati per una densità abitativa di 1049,85 abitanti per chilometro quadrato. Sorge a 307 metri sopra il livello del mare.
Il municipio è sito in Piazza Campello 1, tel. 0342-526111 fax. 0342-526333: l'indirizzo di posta elettronica è non disponibile.
Cenni anagrafici: Il comune di Sondrio ha fatto registrare nel censimento del 1991 una popolazione pari a 22.097 abitanti. Nel censimento del 2001 ha fatto registrare una popolazione pari a 21.417 abitanti, mostrando quindi nel decennio 1991 - 2001 una variazione percentuale di abitanti pari al -3,08%.
Gli abitanti sono distribuiti in 9.188 nuclei familiari con una media per nucleo familiare di 2,33 componenti.
Cenni geografici: Il territorio del comune risulta compreso tra i 285 e i 2.277 metri sul livello del mare.
L'escursione altimetrica complessiva risulta essere pari a 1.992 metri.
Cenni occupazionali: Risultano insistere sul territorio del comune 505 attività industriali con 2.312 addetti pari al 24,91% della forza lavoro occupata, 748 attività di servizio con 1.967 addetti pari al 8,06% della forza lavoro occupata, altre 933 attività di servizio con 3.770 addetti pari al 21,19% della forza lavoro occupata e 301 attività amministrative con 3.993 addetti pari al 10,05% della forza lavoro occupata.
Risultano occupati complessivamente 9.283 individui, pari al 43,34% del numero complessivo di abitanti del comune.
Sondrio, situata allo sbocco della Val Malenco, è il maggior centro economico della Valtellina e centro produttivo di ottimi vini.
Il nome Sondrio si presume derivi dal termine longobardo sunder, terreno riservato, di proprietà e coltivato dal padrone.
La prima testimonianza scritta del nome Sondrio risale a una pergamena del 994 nella quale si parla della vendita di una vigna.
In quel periodo la città fu conquistata dall'imperatore di Germania e posta sotto il dominio dei Capitanei, un'antica famiglia feudale. Decaduta la dinastia dei Capitanei, Sondrio e tutta la Valtellina venne coinvolta nelle guerre tra Guelfi e Ghibellini.
Nel 1311 Sondrio venne rasa al suolo, ma ben presto venne ricostruita con mura difensive. Nel 1335, Sondrio e tutta la Valtellina passarono sotto la dominazione dei Visconti e successivamente sotto quella degli Sforza.
Dal 1512 e per quasi tre secoli la Valtellina divenne signoria dei Grigioni.
A questo periodo risale l' arricchimento architettonico e artistico di Sondrio con la costruzioni di palazzi come il palazzo Sertoli e altre opere.
Nel 1797, Napoleone conquistò la Valtellina annettendola alla Repubblica Cisalpina. Con la morte di Napoleone e il congresso di Vienna la Valtellina entrò a far parte del regno Lombardo-Veneto: fu questo un periodo di splendore e rinascita.
Nel 1859 la Valtellina fu liberata da Garibaldi entrando a far parte del regno d'Italia.
Il cuore sociale della città di Sondrio è rappresentato dall'attuale Piazza Garibaldi, realizzata durante la dominazione austriaca.
In Piazza Garibaldi si affacciano il vecchio Hotel Posta, il cinema Teatro Pedretti e il Palazzo Martinengo, risalente al '500 ristrutturato in stile neoclassico innanzi al quale sorge un obelisco con quattro statue.
L'obelisco fu costruito in onore di Ferdinando I° d'Austria che fece ricostruire gli argini del Mallero andati distrutti nell'inondazione del 1834.
Da visitare a Sondrio vi sono altre splendide piazze come Piazza Carbonera, Piazza Quadrivio e Piazza Campello.
A Piazza Cabonera sorge l'antica Casa Carbonera caratterizzata da un portico a tre archi e da loggiati ornati da eleganti colonne e capitelli rinascimentali.
A Piazza Quadrivio sorge la splendida fontana rotonda del XIX° secolo coronata da palazzi nobiliari tra cui Palazzo Sertoli, Palazzo Giaccone e Palazzo Paribelli.
A Piazza Campello sorge la Collegiata dei S.S. Gervasio, il Protasio e il palazzo Pretoriano, edificio cinquecentesco oggi sede municipale.
Da segnalare vi sono inoltre il santuario dedicato alla Madonna della Sassella, la Chiesa di San Rocco, le Chiese di Sant'Anna e di San Lorenzo, il Castello dei De Piro, articolato in due costruzioni, una destinata ad abitazione e l'altra a fortificazione e il Museo valtellinese, ospitato nello splendido Palazzo Sassi de' Lavizzari, nel quale si conservano i resti archeologici, le pitture di artisti locali e elementi d'arredamento, tra cui la completa stufa o stüa di casa Carbonera.
Infine ricordiamo anche il Museo Diocesiano ed il Museo Etnografico della Civiltà Contadina.
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