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Como

Cenni anagrafici: Il comune di Como ha fatto registrare nel censimento del 1991 una popolazione pari a 87.059 abitanti. Nel censimento del 2001 ha fatto registrare una popolazione pari a 78.315 abitanti, mostrando quindi nel decennio 1991 - 2001 una variazione percentuale di abitanti pari al -10,04%.

Foto © A.P.T. Comasco La città di Como

Il municipio è sito in Via V. Emanuele II 97, tel. 031-252201 fax. 031-252292. L'indirizzo di posta elettronica è non disponibile.

Como (C.A.P. 22100) è il capoluogo della omonima provincia cui il comune appartiene.

Como conta 78.315 abitanti (Comaschi) e ha una superficie di 37,3 chilometri quadrati per una densità abitativa di 2097,35 abitanti per chilometro quadrato. Sorge a 201 metri sopra il livello del mare.

Foto © A.P.T. Comasco Como: Piazza Volta

Gli abitanti sono distribuiti in 33.918 nuclei familiari con una media per nucleo familiare di 2,31 componenti.

Cenni geografici: Il territorio del comune risulta compreso tra i 199 e i 1.136 metri sul livello del mare.

L'escursione altimetrica complessiva risulta essere pari a 937 metri.

Cenni occupazionali: Risultano insistere sul territorio del comune 1.502 attività industriali con 8.374 addetti pari al 24,63% della forza lavoro occupata, 2.152 attività di servizio con 5.890 addetti pari al 6,33% della forza lavoro occupata, altre 4.022 attività di servizio con 15.021 addetti pari al 17,33% della forza lavoro occupata e 687 attività amministrative con 9.998 addetti pari al 11,83% della forza lavoro occupata.

Risultano occupati complessivamente 33.994 individui, pari al 43,41% del numero complessivo di abitanti del comune.

Como si apre sulla sponda sud occidentale dell'omonimo lago ed è circondata dai ripidi pendii del monte Brunante, dal colle Baradello e dai colli di San Fermo della Battaglia.

Lo scenario è molto suggestivo. Dal lungo e stretto lago di Como, creatosi in epoca antichissima per effetto di una erosione glaciale, si possono godere splendidi panorami.

Foto © A.P.T. Comasco Como: particolare del Duomo

Intorno al V e IV secolo a.C. i Galli, popolazioni di origine celtica con una serie di ondate migratorie, si spostarono nell'attuale Lombardia e fondarono Como.

Nel 196 a C. la città di Como venne conquistata dai Romani e divenne l'abitato più importante della fascia prealpina occidentale della Lombardia.

Con la dominazione romana furono costruite nuove strade lungo il lago di Como e nella via Romea, tra Como e Bergamo, viene avviata l'opera di bonifica della pianura.

I longobardi entrarono a Como nel VI secolo. Questo popolo dominerà la città per più di due secoli, portando lo spopolamento delle campagne e una decadenza agricola.

Ai Longobardi, nell'VIII secolo, successero i Franchi di Carlo Magno.

Intorno all'anno mille sorsero numerosi edifici, soprattutto religiosi, che testimoniano come nell'architettura, nella scultura, nella pittura si stia formando un nuovo linguaggio, fatto di forme più semplici ed espressive che anticipano la grande stagione del romanico lombardo.

Nel XI secolo Como divenne libero comune. E in seguito si riunirà nella lega lombarda riuscendo a difendere la propria autonomia dai ripetuti tentativi di sottomissione dell'imperatore Federico I di Svevia. Questo periodo è contrassegnato dalla crescita demografica, dal risveglio dei commerci e dalla ripresa dell'agricoltura.

Nel XIV secolo i Visconti, signori di Milano, conquistato il potere nella città, estesero il loro dominio in tutta la Lombardia, Como compresa.

Foto © A.P.T. Comasco Como: Basilica di San Fedele

Dopo la fine della signoria dei Visconti successe quella di Francesco Forza nel 1450.

Sotto la nuova signoria sforzesca si apri un periodo di crescita demografica e prosperità economica in tutti i settori: agricoltura e allevamento, commercio e produzione di generi di lusso, come armi e armature, oreficeria, arazzi e sete.

Dopo un lungo periodo di pace, di sviluppo economico e artistico-culturale, nel secolo XV Luigi XII, re di Francia, organizza una spedizione in Italia e occupa Como e la Lombardia.

Nel cosiddetto "anno della peste", nel 1630, si ridusse la popolazione di un terzo. Tutto ciò viene ricordato nel celebre romanzo ottocentesco di Alessandro Manzoni "I Promessi Sposi".

La popolazione diminuisce e contemporaneamente si ruralizza. Soltanto nell'Ottocento le città della Lombardia raggiungeranno di nuovo il numero di abitanti che avevano nel Cinquecento.

Nel 1815 dopo il Congresso di Vienna, Como entra a far parte del Regno Lombardo-Veneto.

Con la Seconda guerra di indipendenza nel 1859, la Lombardia viene annessa al regno sabaudo. E nel 1861 entra a far parte del Regno d'Italia.

Negli ultimi decenni dell'Ottocento, a unità nazionale compiuta, si assiste al decisivo decollo economico lombardo e comasco.

Vengono sistemate alcune direttrici urbane, ridefiniti alcuni spazi e costruiti nuovi edifici. Si utilizzano i nuovi materiali dell'epoca industriale: il ferro e il vetro.

All'inizio del Novecento trova larga diffusione lo stile "Liberty"; si può ammirare tale stile in diversi edifici della città di Como.

Foto © A.P.T. Comasco Como: Torre Gattoni

Della città medievale resta la torre principale del Castello Baradello, che domina tutto il territorio dell'altura di camerlata.

Dalla Porta Torre del 1192, antica porta di ingresso della città, si intravedevano Torre Gattoni e Torre Vitali, da quest'ultima origina una strada che porta al Museo Archeologico Giovio, dove si conservano i reperti dell'età del bronzo e del ferro.

Importante da vedere è anche Piazza San Fedele, vero cuore e punto di riferimento della città sin dal medioevo.

Il Duomo è l'edificio che più fonde lo stile gotico e rinascimentale. Esso conserva al suo interno un monumentale altare ligneo del XVI secolo dedicato a S. Abbondio. La costruzione del duomo ebbe inizio nel 1396 e terminò nel 1770.

Il Duomo è affiancato dal Broletto costruito nel 1215, sede originaria del palazzo comunale. Interessante vedere anche la Basilica romanica del XI secolo dedicata a Sant'Abbondio; essa è impreziosita da un ciclo di affreschi trecenteschi.

Lo stile romanico si ammira anche nelle Basiliche del XI e XII secolo di San Carpoforo e di San Fedele eretta nel XII secolo.

Del periodo barocco ricordiamo la Chiesa dell'Annunciata, la Chiesa di San Giorgio e la Chiesa di Santa Cecilia. Da non dimenticare infine la Villa Carminati, la seicentesca Villa Gallia, l'austera Villa Parravicino e la floreale Villa Carlotta del XVIII secolo.

Tra i concittadini più illustri nati in questa città occorre sicuramente ricordare Plinio il Vecchio, lo studioso di "Storia naturale" nato a Como nel 23 e morto nel 79 d.C. a Stabia.

 

 
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